John Hopkins University, Bologna: studiare, e non solo

In questo articolo daremo qualche informazione sulla Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS, Scuola di Studi Internazionali Avanzati) di Bologna, spesso identificata semplicemente come la “Johns Hopkins di Bologna”, ovvero la sezione italiana della SAIS della Johns Hopkins University di Washington.
Il ruolo e gli obiettivi “profondi” di questa istituzione “italiana” sono impliciti nelle vicende della sua storia e dei suoi protagonisti e nel modo in cui si è sempre posta  in relazione con l’ambiente esterno; crediamo che per i lettori di questo blog non sarà difficile riconoscerli.
La Johns Hopkins University è stata fondata nel 1876 negli USA. Dopo 130 anni di attività, essa si pone oggi come leader nell’insegnamento e nella ricerca in numerose discipline. Oltre alle relazioni internazionali, l’università ha altri corsi come quelli in medicina, economia, scienze naturali, ingegneria e musica. Le sedi di questi diversi dipartimenti si trovano tutti nell’area di Baltimora – Washington, compresa la sede del dipartimento che si occupa delle relazioni internazionali, la già citata Paul H.Nitze School of Advanced International Studies, la casa madre di quella italiana, che ha sede nell’area del Dupont Circle di Washington.
A differenza degli altri rami fondati a fine XIX ed inizio XX secolo, la nascita della SAIS è relativamente recente. Essa fu fondata come scuola autonoma nel 1943, durante la seconda guerra mondiale,  da due uomini di stato che faranno significative carriere nel governo statunitense, Christian A. Herter e Paul H. Nitze.
Dal primo prende nome il comitato (Herter Committee) che nel 1947 ha presentato la relazione dalla quale sono scaturite le proposte che hanno portato al Piano Marshall del presidente Truman e sarà, tra le altre cose, segretario di Stato sotto Eisenhower; il secondo coprirà importanti ruoli nella maggior parte dei governi USA del dopoguerra ed è il principale autore del significativo National Security Council Report 68 firmato dal presidente Truman nel 1950, un documento importante per il cambiamento generale della politica estera statunitense verso una strategia globale di contenimento dell’URSS e che fu confermata dalle amministrazioni successive. Sarà proprio Nitze a dare il nome alla scuola di studi internazionali.
Sia Herter che Nitze fondarono la scuola perché cercavano nuovi metodi per preparare in modo efficace  la classe dirigente del domani, metodi in grado di formare gli uomini e  le donne americane alle responsabilità e ai compiti  internazionali che sarebbero ricaduti sugli USA nel nuovo mondo post-bellico. Sarebbero state insegnate le relazioni politiche ed economiche internazionali, gli studi strategici, gli studi regionali (il primo, del 1946, sarà  dedicato al Medio Oriente), le lingue straniere; la scelta naturale per la sede della scuola non poteva che essere Washington D.C., il centro della politica statunitense.
Solo qualche anno più tardi, nel 1950, il SAIS divenne una sezione della JHU.
Attualmente la scuola laurea più di 600 studenti all’anno, con un corpo docente superiore ai 200.
Il totale degli allievi, la maggior parte dei quali statunitensi,  passati in questi decenni attraverso il SAIS di Washington, ammonta a 15.000. Essi hanno trovato lavoro presso le agenzie governative degli Stati Uniti ma anche di governi stranieri, le organizzazioni internazionali, le imprese di investimento, le organizzazioni di beneficenza, le istituzioni finanziarie e le imprese, nei settori della diplomazia, dell’istruzione, della finanza, della ricerca,  della consulenza e del giornalismo.
Molti gli allievi che assumeranno posizioni importanti, come per esempio Madeleine Albright.
Tra i professori più noti dell’ultimo periodo, Zbigniew Brzezinski, Paul Wolfowitz e Henry Paulson.
L’attuale presidente del SAIS di Washington è Jessica Einhorn, che vanta una lunga carriera presso istituzioni quali il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il Dipartimento di Stato ed  il Tesoro americano.

Il SAIS di Washington  ha due sedi dislocate all’estero, “i suoi  occhi sul mondo”: una a Bologna, fondata nel 1955, e una in Cina, a Nanjing, fondata nel 1986.
A differenza di quello cinese che è amministrato contemporaneamente dal SAIS e dalla Nanjing University, il programma di studi  bolognese rientra direttamente all’interno del sistema di educazione superiore statunitense e non è cogestito con l’università italiana.
Il SAIS Bologna è stato fondato come la sezione europea del SAIS del Washington D.C. ed è diventato presto una delle scuole più importanti nello studio delle relazioni internazionali nel continente.
E’ stato fondato nel 1955 da un piccolo gruppo di studenti guidati da C. Grove Haines, un professore di storia diplomatica presso il SAIS di Washington dal 1945. Haines venne in Europa già nei primi anni ‘50, determinato a fondarvi un‘università americana.
In quel periodo Haines pubblica il suo La minaccia dell’imperialismo sovietico, con introduzione significativa del fondatore e dirigente del SAIS Christian A. Herter di cui riportiamo il passaggio finale:
“Le responsabilità degli Stati Uniti nella risposta a questo pericolo (l’imperialismo sovietico – ndr) sono pesanti ed esigenti.  Noi non possiamo  schivarle, se non a nostro rischio e pericolo; e non siamo in grado di soddisfarle in modo adeguato, come leader del mondo libero, se non agendo  con buona conoscenza e comprensione dei nostri avversari, dei nostri amici e di noi stessi. Anche se il percorso che abbiamo davanti sarà ancora disseminato di pericoli ed insidie, saremo meglio preparati per evitarle.”
Haines lavora per fondare una scuola dove studenti provenienti dall’Europa e dagli USA possano studiare insieme e imparare reciprocamente come realizzare una “nuova Europa” sulle macerie della guerra.
Haines comincerà a Bologna nel 1955 in un piccolo edificio in affitto nel centro storico. Nel 1961, viene costruito l’edificio che a tutt’oggi continua ad ospitare il SAIS. Il palazzo è ubicato nel cuore della zona universitaria in via Belmeloro, a due passi dalle sede ufficiale  dell’università di Bologna.
Perché fu scelta Bologna e non Roma, la controparte italiana naturale di Washington?
Bologna fu scelta perché sede della più antica università dell’Europa, con una lunga tradizione di insegnamento, cultura e vitalità politica, tutte caratteristiche che ne facevano un’attrazione unica per il SAIS. Bologna in quel periodo era anche una delle città più “rosse” in Italia, con un PCI fortissimo che riusciva a far eleggere il suo sindaco Giuseppe Dozza con percentuali “bulgare”; e questo è stato molto probabilmente un ulteriore elemento di interesse, come dimostra il libro pubblicato nel 1967 da Robert H. Evans, direttore per 11 anni del centro e successore di Haines, Coexistence: communism and its practice in Bologna, 1945-1965.
Haines è oggi ricordato come uno studioso e stratega brillante. E’ stato direttore del centro fino al 1972, anno in cui decise di ritirarsi in Toscana, dove morirà nel 1976.
Quei primi decenni di attività del SAIS Bologna sono sicuramente quelli più interessanti per comprendere la natura del centro e il suo sviluppo ma anche quelli per i quali il reperimento di informazioni è più difficile.

Col tempo il numero degli studenti che frequentano il SAIS è aumentato,  dai dieci iniziali oggi siamo a poco meno di 200 studenti all’anno, per il 50% statunitensi, 40% europei ed il resto provenienti da Africa, Asia ed America Latina.
Sui 6.000 allievi passati per il SAIS di Bologna dalla sua fondazione ad oggi, sono oltre 100 le nazionalità che si contano.
Il numero relativamente piccolo di studenti consente una preparazione di alto livello garantita non solo dal corpo docente di ruolo, ma anche  da professori di altre università, istituti di ricerca, think tanks, ONG internazionali, società di consulenza, istituzioni finanziarie in Europa e nel mondo, nonché dal coordinamento con il SAIS di Washington.
Presso il SAIS, inoltre, gli studenti sono coinvolti in diverse attività sociali, sportive e culturali, eventi che vanno dalle cene internazionali ai programmi di viaggio, iniziative musicali e raccolte di fondi.
Dal 1997, gli studenti pubblicano annualmente una rivista scientifica al fine di fornire un forum di discussione e diffusione di idee sui temi di attualità nel campo delle relazioni internazionali.
Partner del SAIS di Bologna è il “Centro per gli studi costituzionali e lo Sviluppo Democratico”, fondato nel 1995. Il Centro prevede attività di ricerca e di formazione insieme ad individui e gruppi provenienti dai Paesi in fase di transizione democratica dell’Europa centrale e sud-orientale, così come del nord Africa. Attraverso conferenze, seminari ed altri programmi il Centro si sforza di affrontare le questioni relative allo sviluppo della società civile e dei diritti umani, le riforme e gli aspetti associati alla democratizzazione.
I laureati del SAIS di Bologna  trovano impieghi importanti in tutto il mondo, dai  ministeri degli Esteri ed altri enti pubblici; organizzazioni internazionali, aziende multinazionali, banche ed istituti finanziari; organizzazioni non-profit, mezzi di comunicazione, centri di ricerca e università.
Ad esempio, per quanto riguarda i laureati del 2008: Assicurazioni Generali – Dubai e Trieste; Bain & Company – Roma; Center for Strategic & International Studies – Washington, D.C.; Climate Capital – Washington, D.C.; Control Risks Group – Londra; Dutch Ministry of Foreign Affairs – Khartoum; Enel, SpA – Bruxelles; EU Special Representative to Bosnia & Herzegovina – Sarajevo; FINCA – Maputo; NE Nomisma Energia – Bologna e Sofia; ING Bank – Londra; International Crisis Group – Nairobi; Istituto Affari Internazionali – Roma; OECD – Parigi; Oxford Analytica – Oxford; Peace Research Institute – Francoforte; Permanent Mission of Austria to the UN – Vienna; Power Capital – Londra; Refugees Studies Center – Oxford; Royal Bank of Scotland – Londra; Shell – L’Aja; The Carter Center – Atlanta; The Moscow Times – Mosca; UNICEF – New Delhi; UNIDIR – Ginevra; UNDP – Freetown; UNESCO – Parigi; U.S. Department of Homeland Security – Washington, D.C.; U.S. Department of State – Mosca e Washington, D.C.; U.S. Mission to NATO – Bruxelles.

L’attuale direttore dell’istituto è Kenneth H. Keller, ingegnere, che tra le altre cose è stato vice-presidente e direttore di studi, dal 1993 al 1995, del  Council on Foreign Relations (CFR). Keller ha preso il posto di Marisa R. Lino, direttrice del SAIS Bologna dal 2003 al 2006, in precedenza  funzionaria di alto livello presso l’U.S. Senior Foreign Service e consulente presso l’Ufficio per gli affari politico-militari del Dipartimento di Stato americano.
L’attuale vice-direttore è l’italiano Stefano Zamagni (la cui moglie, Vera Negri Zamagni, è professore aggiunto), docente di Economia – è stato anche preside della Facoltà dal 1993 al 1996 – presso l’università di Bologna; molto vicino all’ex presidente del Consiglio nonché illustre bolognese Romano Prodi.
Tra i professori aggiunti troviamo Gianfranco Pasquino, politologo di fama internazionale e storico esponente del bolognese “Il Mulino”, l’associazione di cultura e politica che affianca l’omonima casa editrice fondata all’inizio degli anni ’50.
Zamagni e Pasquino non sono i soli “bolognesi” noti legati al SAIS.
Nel comitato consultivo del SAIS Bologna troviamo il già citato Romano Prodi, che tra le altre  cose  fu fondatore della società di consulenza Nomisma (precedentemente nominata), nonché esponente, insieme al fratello Paolo, de “Il Mulino”; la consigliera regionale UDC, nonché cognata del bolognese Pier Ferdinando Casini, Silvia Noè; l’ingegnere Romano Volta, proprietario di una delle più importanti aziende bolognesi, la Datalogic, presidente dell’Associazione Industriali di Bologna dal 1998 al 2004; Stefano Possati, figlio di Mario Possati (fondatore della Marposs, azienda leader nella fornitura di strumenti di precisione, consigliere del comitato della casa editrice “Il Mulino”, morto nel 1990; il SAIS gli ha intitolato recentemente un’aula dell’edificio di via Belmeloro), attuale presidente della Marposs e nel 2002 successore di Luigi Deserti come presidente dell’”Associazione Italo-Americana Luciano Finelli”.
Non compare nel comitato consultivo ma Giuseppe Gazzoni Frascara, futuro presidente del Bologna Football Club, nel 1984 fondò l’“Associazione Bologna – Johns Hopkins University”.
Nel febbraio del 2007, al bolognese  Luca Cordero di Montezemolo, presidente della FIAT,  fu aggiudicata la medaglia presidenziale della Johns Hopkins University.
Il SAIS di Bologna organizza settimanalmente conferenze, seminari di ricerca e tavole rotonde. Questi eventi coinvolgono eminenti studiosi e professionisti provenienti da Europa, Stati Uniti ed altri parti del mondo. Gli oratori hanno recentemente incluso gli italiani Romano Prodi e Federico Minoli, ex studente del SAIS ed amministratore delegato di Ducati.

Il SAIS di Bologna, al di là del profilo scolastico/universitario, svolge un’azione para-governativa di influenza americana coinvolgendo le istituzioni culturali e l’imprenditoria locale ma non limitando il raggio della sua azione al solo ambito cittadino. Si adopera inoltre come centro distaccato di reclutamento e formazione di personale, non solo statunitense, altamente preparato e specializzato da impiegare principalmente nell’apparato governativo nazionale e nel settore privato, rispondendo in definitiva alle esigenze politico-economiche internazionali degli Stati Uniti.
L’importanza di questo duplice ruolo del SAIS Bologna non è finita con il venir meno del motivo che spinse i suoi fondatori ad istituirla, il contenimento della minaccia sovietica. Caduto il muro di Berlino, infatti, è sempre attuale l’esigenza degli USA di tener stretta e subordinata a sé l’Italia (e l’Europa) ora che, sotto nuove vesti, attori di rilievo internazionale come Cina e Russia pongono in discussione il loro ruolo egemonico a livello mondiale.

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  2. giovani talenti

    E’ stato Mario Brataj, studente albanese della Johns Hopkins, ad aggiudicarsi quest’anno la Borsa di studio Mario Possati.

    La Borsa, intitolata alla memoria del fondatore della bolognese Marposs, azienda leader nella elettronica di precisione, è messa a disposizione congiuntamente da Unindustria Bologna e da Marposs SpA, che ogni anno la destinano ad uno studente particolarmente meritevole proveniente dai Paesi dell’Est europeo, specializzando presso la sede bolognese dell’Università americana Johns Hopkins.

    La cerimonia di consegna si è svolta presso la sede della Marposs SpA a Bentivoglio (Bologna).
    Sono intervenuti: Stefano Possati, Presidente della Marposs SpA, insieme ai fratelli Edoardo ed Alberto, rispettivamente Vice presidente e Consigliere della società; Maurizio Marchesini, Presidente di Unindustria Bologna, insieme al Direttore generale Cesare Bernini; Kenneth H.Keller Direttore e docente della Johns Hopkins University Bologna Center.

    La Borsa Mario Possati fu istituita oramai vent’anni fa con l’obiettivo di consentire a giovani talenti provenienti dall’Est europeo di perfezionare la propria formazione secondo standard internazionali. E i risultati hanno dato ragione alle intenzioni: nel tempo i borsisti sono approdati a significativi incarichi nel campo dell’economia e delle istituzioni, sia nei loro paesi di origine che in altre realtà internazionali.

    Mario Brataj, cittadino albanese, vive in Italia dal 1996 dove ha terminato il Liceo. Nel 2005 ha conseguito la Laurea in Relazioni Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna, campus di Forlì. Successivamente ha conseguito la Laurea Specialistica sempre nello stesso ateneo, con una tesi che analizza le relazioni tra l’ineguaglianza e il flusso di disoccupazione in Cina. Inoltre, ha avuto l’opportunità attraverso il programma Erasmus di studiare dal 2003 al 2004 presso l’Università di Trier in Germania; e durante la Specialistica, dal 2005 al 2006 ha potuto seguire dei corsi di Scienza Politica ed Economia presso l’Università di UCLA, negli Stati Uniti.
    Infine nel 2007, ha cominciato il Master in Finanza presso l’Università di Brescia. Assieme ai suoi compagni di corso, ha partecipato nello stesso anno alla competizione denominata Trading Game on Italian equity Market.
    Ora, dunque, la Borsa di studio Possati lo aiuterà a conseguire il suo sogno, che è quello di completare per prima cosa l’indirizzo in “Energy, Resources and Environment” e di sviluppare le proprie capacità professionali, senza perdere di vista l’obiettivo di occuparsi un giorno di politiche multilaterali e di finanza all’interno di organizzazioni internazionali, nonché dell’integrazione e dello sviluppo dei Balcani o dei Paesi in via di sviluppo.

    Bologna, 14 marzo 2011

    http://www.unindustria.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/56226

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  6. nominato un nuovo vassallo…

    BOLOGNA, 5 APR – E’ Matteo Renzi l’oratore scelto
    dalla scuola di studi internazionali avanzati dell’Universita’
    americana Johns Hopkins per il discorso di chiusura dell’anno
    accademico alla sede di Bologna. Come anticipa il ‘Corriere di
    Bologna’, il sindaco di Firenze parlera’ ai 200 studenti il 25
    maggio, in un incontro al quale saranno ammessi solamente gli
    iscritti alla prestigiosa scuola, che nel corso degli anni ha
    sfornato molti diplomatici americani.
    La scelta e’ stata presa dal direttore della sede bolognese
    dell’universita’ americana Kenneth Harrison Keller, condivisa da
    studenti e docenti e approvata dalla sede di Washington.
    Prima di Renzi il discorso di fine anno e’ stato tenuto, fra
    gli altri, dall’allora governatore della Banca d’Italia Mario
    Draghi e da Emma Bonino. (ANSA).

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