Complicità politiche ed istituzionali per la Task Force 45

sarissa

Dei “professionisti” tricolori della Task Force 45 si conoscono i reparti di provenienza e la forza approssimativa, 180-200 uomini. Non si sa niente invece delle dotazioni militari, niente degli ufficiali e sottoufficiali, niente della effettiva catena di comando locale, niente sugli avvicendamenti e sui cicli di “operazione”, niente sulla sorte riservata ai feriti mujaeddin e pashtun catturati sul terreno né esiste agli atti del Ministero della Difesa un solo comunicato che riguardi l’attività operativa dell’unità speciale che la Repubblica delle Banane mette ad esclusiva disposizione dei super killer di Enduring Freedom.
Alla faccia della trasparenza e della libertà di “informazione”. Su questa banda di “bucanieri della montagna” il silenzio di giornali e televisione è totale.
Si sa solo, per notizie che rimbalzano in Italia dalla agenzie di stampa afghane nelle provincie di Herat e Farah, che, ad oggi, si contano a centinaia gli insorti “neutralizzati” ed a decine i morti ammazzati tra i residenti per “effetti collaterali” di rastrellamenti, cecchinaggio, tiri di mortaio e “bonifiche” dall’aria.
Ora che la Folgore sta per essere avvicendata la Task Force 45 torna, ad orologeria, alla pratica del rambismo, per alzare il livello dello scontro e per preparare come si deve il “terreno” alla Brigata Sassari.
Tutte le Grandi Unità devono lasciare un “minimum” di caduti nel Paese delle Montagne, sufficiente a cementare solidarietà tra i partner dell’Alleanza Atlantica, a rilanciare sul piano nazionale la necessità della guerra al “terrorismo”, ad instillare nelle Forze Armate del Bel Paese l’odio per un “nemico” che predica e pratica l’Islam, a preparare a livello politico una componente militare di “elite” che offra le esperienze e le specializzazioni necessarie per essere utilizzata, quando sarà “necessario”, sul piano interno come garante dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale.
Una struttura in formazione che sottrae, via via, risorse destinate all’attività di addestramento ed utilizzo del personale delle Forze Armate, acquisizioni logistiche e sistemi d’arma.
Forze Armate che a partire dal Nuovo Modello di Difesa sono state giudicate un peso di cui doversi liberare, elefantiache, obsolete e totalmente inadatte a gestire “operazioni di polizia internazionale” sia dagli esecutivi di centro-sinistra che di centro-destra, con l’esplicito appoggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del CSD e dei titolari dei Ministeri della Difesa.
Una campagna normativa “acquisti-dismissioni” che parte in sordina dal 1999 e ha preso un’accelerazione da capogiro a partire dall’estate 2006.
Le riforme nella Pubblica Amministrazione annunciate da Brunetta ed approvate in settimana in CdM vanno in questa direzione, al di là dei settori “civetta” sotto tiro.
Per capire cosa si stia muovendo dietro la Task Force 45, dopo mesi di impenetrabile silenzio su questa “unità antiterrorismo”, basterà leggere il seguente comunicato AGI dello scorso 9 ottobre:
“Un capo talebano Ghoam Yahya [un nome con tutta probabilità inventato di sana pianta, ndr] e 25 suoi affiliati [!] sono stati neutralizzati oggi nel corso di un operazione congiunta di militari italiani e statunitensi. L’episodio è avvenuto a 20 km da Herat. Secondo quanto si apprende la Task Force 45 che seguiva il gruppo di insorti già da ieri, è entrata in azione. Appresa la notizia il Ministro della Difesa si è subito complimentato con il CSM gen. Vincenzo Camporini e con il comandante delle forze italiane di Herat generale Rosario Castellano.”
Ecco come il titolare di Palazzo Baracchini ha cercato fraudolentemente di coinvolgere le Forze Armate nazionali in questo nuovo massacro che porta una firma esclusiva: quella della NATO.
Una manovra vergognosa per scaricare sui vertici militari del Paese i malumori di un’opinione pubblica fortemente contraria all’avventurismo bellico della Repubblica delle Banane, una responsabilità che è soprattutto “politica” ed “istituzionale”. Quel “nessun ritiro dall’Afghanistan” pronunciato dal marito della signora Clio da Tokio, all’indomani della morte dei sei parà del 186° Rgt. Folgore, la dice chiara.
Non siamo mai stati teneri con i sostenitori della “missione di pace” dell’Italietta in Afghanistan ma che Camporini sia al corrente del “lavoro” che fa la Task Force 45 “tricolore” è largamente improbabile. Sparare nel mucchio non serve, anzi, è fuorviante e dannoso.
Si sa che La Russa non va per il sottile quando c’è da compiacere il Presidente del Presidente. Lo stiamo attentamente monitorando dal G8 delle “donne” alla Farnesina alla presenza della bocca ad uso poliedrico della Carfagna e di Frattini, a partire dalle mete estere, Corea del Sud e Giappone e dalle frenetiche, ormai quotidiane, convocazioni al Quirinale dei “pezzi da novanta” del Bel Paese nel tentativo di ritardarne l’implosione.
Il conflitto tra Napolitano e Berlusconi non è sulla costruzione a passi da gigante di una Repubblica Presidenziale, che va benone ad entrambi, ma su chi dovrà occupare il seggiolone del Colle con pieni poteri. L’ex fascista “O ‘Sicco” lo vuole destinare alle chiappe di Fini, “papi” vuole metterci le sue. Il resto sono chiacchiere e depistaggi.
Una struttura coperta quella della Task Force 45 che si avvale, sarà bene dirlo, di grosse complicità al Comando Operativo Interforze di Centocelle.
Il curriculum di Camporini, caso pressoché unico, è esente da qualsiasi frequentazione “imbarazzante” a Bruxelles od a Washington.
Frequentazioni che aprono la strada da sessant’anni esatti alle più alte responsabilità nelle Forze Armate dell’Italietta e dischiudono, dopo la quiescenza, le stanze nelle società di Finmeccanica od abilitano ad altri prestigiosi incarichi nelle “istituzioni”, in istituti pubblici o privati, in Italia ed in Europa. Incarichi sempre lautamente retribuiti.
Possibile invece che ne sia stato informato, a cose fatte, il comandante del West Rc di Herat, Prt 11, che non batte da tempo per il verso giusto in attesa di incassare una promozione.
La Task Force 45 non dipende né da Castellano né dal suo diretto superiore gen. Bertolini ma dall’ammiraglio G. Di Paola, un ringhioso cane da guardia con un formidabile pedigree NATO, eletto il 13 febbraio del 2008 Segretario Generale del Comitato che riunisce i vertici militari dei 28 Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica, quando era ancora C.S.M delle Forze Armate per decisione del CdM del governo Berlusconi.
Un ammiraglio pataccato da Bush con la Legion of Merit che condivide con Will C. Rogers III, l’ex Capitano di Vascello dell’incrociatore USS CG-49 Vincennes, responsabile dell’abbattimento con due missili antiaerei RIM-66 Standard di un Airbus dell’Iran Air (volo 655) e della morte di 290 passeggeri sul Golfo Persico durante il volo Bandar Abbas-Dubai, il 3 luglio 1988.
Giancarlo Chetoni

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20 thoughts on “Complicità politiche ed istituzionali per la Task Force 45

  1. Gino Strada

    (AGI) – Roma, 11 ott. – Un bilancio di questi 8 anni di guerra? Con gli otto miliardi spesi fino ad oggi si sarebbero potuti costruire 600 ospedali e 10 mila scuole. Lo afferma ai microfoni di Cnrmedia Gino Strada.
    Secondo il fondatore di Emergency, il nostro paese ha speso circa tre milioni di euro al giorno per questa guerra: “Tre milioni al giorno vuol dire 8 miliardi di euro spesi fino ad oggi. Con questi soldi il nostro paese – nota – avrebbe potuto costruire 600 ospedali e diecimila scuole, facendo dell’Afghanistan uno dei paesi piu’ moderni al mondo”.

    (ANSA) – ROMA, 11 OTT – L’Italia ha speso circa 3 milioni al giorno per la guerra in Afghanistan, ovvero 8 miliardi di euro fino a oggi. Lo dice Gino Strada. Il leader di Emergency, ai microfoni di CNRmedi, ritiene che con questi soldi il nostro paese avrebbe potuto costruire 600 ospedali e 10mila scuole, facendo dell’Afghanistan uno dei paesi piu’ moderni al mondo.Per Strada ‘non reggono piu’ le balle della popolazione afghana che sventola bandierine tricolori’.Noi di Emergency abbiamo fatto una scelta diversa.

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  2. “per la pace… un’amicizia indissolubile”

    (ANSA) – NEW YORK, 11 OTT – I soldati italiani e statunitensi in Afghanistan ‘uniti in un unico sforzo, stanno facendo davvero qualcosa per la pace’, dice La Russa. Il ministro della Difesa, alla Columbus Citizens foundation a New York, ha sottolineato che il ‘comune impegno’ dei militari, ‘fino al sacrificio delle loro vite, e’ la migliore conferma dell’amicizia indissolubile tra Usa e Italia’. La Russa ha poi evidenziato l’eccellenza dell’Italia nel mondo: ‘Italians do it better’, gli italiani lo fanno meglio.

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  3. La Russa colpito ed affondato

    Roma, 11 ott. (Adnkronos) – Quelle sull’Afghanistan “sono sciocchezze, che non voglio commentare”. Cosi’ il ministro della Difesa Ignazio La Russa risponde indirettamente a Gino Strada, contattato da ‘Cnr Media’. Strada aveva criticato l’operato dell’Italia, parlando di “un bilancio fallimentare di otto anni di guerra: il nostro Paese – aveva accusato – ha speso circa tre milioni di euro al giorno per questa guerra, per affittare sostanzialmente tremila o quattromila fucili al dittatore di turno, del quale oggi si parla per via dei suoi brogli. Con questi soldi – per gino Strada – l’Italia avrebbe potuto costruire seicento ospedali e diecimila scuole, facendo dell’Afghanistan uno dei paesi piu’ moderni al mondo”.

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  4. Molto distratti sono anche gli italiani che si bevono tutto quello che la stampa gli propina giornalmente. Gli italiani paraculi e mammoni sanno a memoria la classifica delle squadre di calcio, si commuovono per i funerali di stato ai rambo nostrani uccisi dai “terroristi” ma non si chiedono come mai non si faccia il funerale di s. anche ai lavoratori (più di 1200 morti quest’anno), che sono i veri eroi che si fanno un culo così per portare a casa la pagnotta alla famiglia. Italia sgangherata, non c’è speranza.
    Buona fortuna a tutti.

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  5. la speranza è l’ultima a morire. vedasi in Turchia:

    (AGI) – Gerusalemme, 11 ott. – Gli Stati Uniti hanno cancellato l’esercitazione aerea ‘Anatolian Eagle’ che doveva iniziare domani in Turchia, cui dovevano partecipare anche l’Italia e altri forze aeree Nato, dopo che Ankara ha posto il veto sull’intervento dell’aeronautica israeliana. E’ quanto riferisce il Times di Londra precisando che l’operazione doveva iniziare domani nella base militare di Konya, a sud di Ankara. Fra l’altro dovevano essere simulati combattimenti aerei ed attacchi di obiettivi a terra.
    Secondo l’israeliano Yediot Ahronot la decisione di Ankara, che ha innescato la reazione di Washington, e’ stata causata dalla pressione dell’opinione pubblica turca particolarmente ostile ad Israele dopo l’operazione ‘Piombo Fuso’ nella Striscia di Gaza. L’offensiva israeliana, iniziata il 27 dicembre 2008 e conclusasi dopo 21 giorni, ha inferto un duro colpo alle relazione tra la Turchia e Israele malgrado storicamente Ankara sia uno dei migliori alleati dello Stato ebraico nella regione.

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  6. ed ecco un’altra buona notizia dal Giappone:

    TOKYO (Reuters) – Il Giappone interromperà la sua missione di rifornimento a supporto delle operazioni condotte dagli Usa in Afghanistan al termine della missione a gennaio.
    Lo ha detto oggi il ministro della Difesa Toshimi Kitazawa, un mese prima della visita del presidente Usa Barack Obama al principale alleato asiatico di Washington.
    “La legge è valida fino a gennaio. Ci ritiriamo solennemente in base alla legge”, ha detto Kitazawa secondo quanto riferito da un funzionario ministeriale ai giornalisti.
    Si tratta della dichiarazione più decisa rilasciata finora dal nuovo governo del primo ministro Yukio Hatoyama, che si è impegnato a rendersi più indipendente da Washington a livello diplomatico.
    La missione consiste nel rifornimento di acqua e carburante alle navi — statunitensi e di altri Paesi — che sorvegliano l’Oceano indiano alla ricerca di trafficanti di armi e droga e di terroristi.

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  7. invece l’Italia “non cede”, anzi…

    (ANSA) – WASHINGTON, 13 OTT – Gli Usa non chiedono all’Italia piu’ truppe per l’Afghanistan e l’Italia si dice disponibile a mantenere l’attuale livello di forze. E’ questo il senso dell’incontro al Pentagono tra il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e il suo collega americano Bob Gates. ”Abbiamo dato la disponibilita’ a mantenere l’attuale presenza – ha detto – compresi i 500 militari di rinforzo inviati per le elezioni, fino al completamento del processo elettorale, che potrebbe concludersi entro l’anno”.

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  8. On October 7 the United States’ and NATO’s war in Afghanistan entered its ninth year. The escalating conflict has over the past year become indistinguishable from military operations in neighboring Pakistan where the U.S. and NATO have tripled deadly drone missile attacks and the Pakistani army has launched large-scale offensives that have displaced over 3 million civilians in the Northwest Frontier Province and the Federally Administered Tribal Areas, with the province of Baluchistan the next battle zone.

    On September 29 the U.S. conducted four drone attacks in Pakistan’s North Waziristan Agency in twenty four hours and during the past year has fired over 60 missiles into the area causing more than 550 deaths.

    Three days later the Pentagon announced 72 more American military deaths in the fifteen-nation Operation Enduring Freedom, Greater Afghan War theater – Afghanistan, Pakistan, Uzbekistan, Cuba (Guantanamo Bay Naval Base), Djibouti, Eritrea, Ethiopia, Jordan, Kenya, Kyrgyzstan, the Philippines, the Seychelles, Sudan, Tajikistan, Turkey and Yemen – bringing the official total to 774.

    The U.S. Department of Defense and the North Atlantic Treaty Organization-led International Security Assistance Force (ISAF) acknowledge that so far this year 406 foreign soldiers have been killed, the bulk of which, 240, are American.

    On the eight anniversary of the beginning of the war, however, an authoritative Russian news source estimated that overall “The United States has…lost 1,500 servicemen, while its allies have lost several hundred.”

    American and NATO military deaths this year are the highest since the war commenced and are steadily rising. 2009 has also brought the largest amount of Afghan civilian deaths of the war.

    Far from the carnage abating any time soon, events of the past week give every indication that the nation scourged by thirty years of war is to be the site of unprecedented Western troop increases and yet more deadly fighting.
    (…)

    Germany has announced that it will deploy 1,200 police to join some 4,500 troops in Afghanistan. “An official request for the officers would come in the next week from NATO….
    “The German officers would be needed for the NATO Training Mission Afghanistan, which is due to start in April.
    “Under the program, some 10,000 foreign instructors would train the Afghan security forces.”
    (…)

    The war in Afghanistan is extending its scope outward to all compass points. To Pakistan in the east and south. To the former Soviet Central Asian republics in the north. And to Iran on Afghanistan’s western border.
    The Pentagon announced on October 2 that “Extra troops called for by the head of foreign forces in Afghanistan would be sent mainly to the north and west of the country,” an unnamed American official informed Agence France-Presse.
    North means to the borders of Tajikistan, Turkmenistan and Uzbekistan. West means to the Iranian border.
    (…)

    Escalation of US NATO War in Afghanistan: The Risks of Regional Conflagration,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15635

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  9. Tutte le opinioni sono tali e vanno rispettate, così pure come quella che viene definita “libertà di parola” e “libertà di pensiero”. Ma dopo aver letto quanto nel post “Complicità politiche ed istituzionali per la Task Force 45 ottobre 11, 2009” di byebyeunclesam (Giancarlo Chetoni, provo disgusto e tristezza… Se non altro per l’infondatezza, la sommarietà, l’imprecisazione e la volontà di distorcere le notizie con cattiveria, astio e volontà di fare quello ciò di cui vengono accusati elementi istituzionali. Parliamoci chiaro, io non ho il proscìutto sugli occhi e so benissimo che potrebbe non essere tutto oro quello che luccica… ma io là ci sono stato e certe cose si vengono sapere, in un modo o nell’altro, se mai dovessero avvenire. Niente di quanto avete scritto a proposito è degno di essere preso in considerazione. Vergognatevi!

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  10. questa unita’ d’elite della cui attivita’ e composizione si conosce molto poco

    ROMA, 2 ottobre – Sono un alpino paracadutista del 4/o reggimento, i cosiddetti ‘ranger’, e un incursore della Marina militare (‘Comsubin’), i due militari italiani della Task force 45 feriti oggi in uno scontro a fuoco in Afghanistan.
    (…)
    Il 4/o reggimento alpini paracadutisti ‘Monte Cervino’, di stanza a Bolzano, appartiene alle Forze per operazioni speciali (Fos) dell’Esercito italiano. E’ composto solo da volontari, reclutati da appositi team di selezione ed addestrati per operare in qualsiasi ambiente, anche ostile. Tutti hanno la qualifica di ‘ranger’, acquisita dopo un corso particolarmente impegnativo.
    Il Raggruppamento Subacquei ed Incursori ‘Teseo Tesei’ e’ invece il reparto di forze speciali della Marina militare: la sede del Comsubin e’ a Varignano, nel golfo della Spezia. Il Raggruppamento e’ costituito dal Gos, il Gruppo operativo subacqueo, e dal Goi, il Gruppo operativo incursori, dal quale sono tratti i commandos che operano anche in Afghanistan, come il militare ferito oggi. Ogni incursore del Goi consegue il relativo brevetto al termine di un difficile iter addestrativo che dura un anno, ma la sua preparazione continua ininterrottamente, e ad altissimi livelli, anche presso l’unita’ di impiego.
    Gli incursori di Marina e i ‘ranger’ del ‘Monte Cervino’ sono due dei reparti che costituiscono la Task force 45 che opera in Afghanistan : di questa unita’ d’elite – della cui attivita’ e composizione si conosce molto poco – fanno parte anche le forze speciali del 9/o reggimento paracadutisti d’assalto Col Moschin (l’unita’ dell’Esercito cui apparteneva il tenente Alessandro Romani), quelle del 17/o Stormo incursori dell’Aeronautica e del Gis, il Gruppo di intervento speciale dei carabinieri.
    (…)

    http://it.notizie.yahoo.com/10/20101002/tts-afghanistan-scontro-a-fuoco-feriti-d-97cd5f9_1.html

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  11. Navigando la rete in cerca di notizie sulla Task Force 45 ho avuto la possibilità di leggere l’articolo di Byebyeunclesam.

    Sono senza parole, penso che un concentrato di nefandezze, presunzioni, demagogia e miopismo politico cosi’ abilmente redatto sia difficile da leggere. Non sono un guerrafondaio, ne un fanatico, ma ritengo che occorra avere rispetto per persone che hanno scelto una professione difficile pericolosa e non in evidenza, una scelta quindi non per denaro e non per fama.

    Criticare e essere aspri davanti ad un pc è facile ma qualche volte è anche sterile.

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  12. stiamo parlando di un’unità speciale, operativa a migliaia di chilometri dal Paese per la cui difesa è stata istituita, la cui finalità è quella di eliminare i membri della resistenza ad un occupazione militare straniera (orwellianamente definita “missione di pace”) che dura ormai da più di nove anni.
    occupazione promossa da una potenza con ambizioni di egemonia mondiale alla quale – da decenni e con un’autonomia decisionale ormai inesistente ma con oneri finanziari sempre più gravosi, a detrimento del benessere economico-sociale della popolazione italiana – i governi che si susseguono continuano ad affiancarsi.
    evidentemente di miopismo politico è qualcun altro a soffrire

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  13. Pingback: Omicidi mirati per la Task Force 45

  14. Michele ha detto: “Parliamoci chiaro, io non ho il proscìutto sugli occhi e so benissimo che potrebbe non essere tutto oro quello che luccica… *ma io là ci sono stato* e certe cose si vengono sapere, in un modo o nell’altro, se mai dovessero avvenire. Niente di quanto avete scritto a proposito è degno di essere preso in considerazione………”

    Mio personale quesito al signor Michele: se Lei fosse un oste e le chiedessero se il vino che Lei mesce è buono, cosa risponderebbe?

    Un’ultima cosa- io credo che ci si debba vergognare di fare una guerra illegale, di uccidere donne e bambini e vecchi innocenti (civili), ci si deve vergognare di mentire anche davanti all’evidenza dei fatti (filmati video, testimonianze delle vittime e dei giornalisti “indipendenti”, Gino Strada (emergency)ecc. ci si deve, infine, vergognare di buttare al vento miliardi di euri per compiacere (manco i cani) coloro che ci occupano militarmente da mezzo secolo….invece di pensare agli operai e famiglia licenziati, alle persone anziane e famiglie che, scusi la banalità, non ce la fanno a tirare avanti, ecco, di questo ci si dovrebbe veramente vergognare.
    Saluti

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  15. Pingback: HANNO SFIDATO UNA TEMPESTA DI SABBIA – BYEBYEUNCLESAM » Società

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