“Le moderne “democrazie” ufficialmente non fanno più la guerra a nessuno. La guerra, questo “orrore assoluto” condannato da tutte le parti e con ogni mezzo (politici, preti, cultura, scuola, musica, cinema ecc.), sembra una cosa arcaica, confinata nel passato, come se la Seconda guerra mondiale – come c’indottrinano i demenziali “libri di testo”- segnasse uno spartiacque tra un mondo “prima” e un mondo “dopo la guerra”, quest’ultimo percepito come quello della “pace perpetua”. E se, com’è constatabile da chiunque, conflitti armati esistono ancora (anzi, ve ne sono sempre di più!), lo si dovrebbe solo al fatto che la “democrazia” non è arrivata dappertutto a portare “pace e bene”… Di questo sofisma sono perfettamente convinti i suoi apologeti sciocchi e autoreferenziali, le marionette che si agitano nel teatrino della “fabbricazione del consenso”; certo di meno i suoi astuti e scaltri pupari… La “pace mondiale” di “un mondo senza guerre” – che non ha niente a che vedere con la Pace interiore con la “P” maiuscola – è difatti un vecchio sogno di costoro, a fini di dominio planetario, e a tale scopo hanno istituito le farisaiche Nazioni Unite (e prima la Società delle Nazioni) con tutte le agenzie collegate che veicolano il medesimo messaggio nei differenti domini dell’esistenza.
Intendiamoci, per attaccare un “nemico” c’è sempre stato bisogno d’individuare qualche buon motivo propagandistico da proporre ai propri sudditi. Ma fino alla Seconda guerra mondiale, però, si trattava ancora di guerra tra Stati, e non di “operazioni di polizia internazionale” (dove un “poliziotto planetario” – democratico – castiga un “gaglioffo”), quindi poteva anche bastare l’aizzamento sciovinistico quale, ad esempio, quello che additava nella “barbarie tedesca” il sacro movente per mandare al macello milioni di esseri umani.”
La “strage di civili”: l’immancabile prologo della “guerra umanitaria”, di Enrico Galoppini continua qui.
“Nonostante l’entrata in funzione del nuovo sistema di purificazione, i consumi idrici a Sigonella continuano ad essere enormi. Nel luglio 2004, i senatori Luigi Malabarba e Tommaso Sodano (Prc), presentarono un’interrogazione parlamentare dove si rilevava che “una gran parte delle risorse idriche della provincia di Catania viene sottratta dalla base militare USA-NATO di Sigonella, non solo per essere sprecata nelle attività tecniche, come la pulizia degli impianti dei veicoli, ma anche per riempire le piscine delle villette dei soldati americani”. Secondo gli interroganti, gli oltre 5.000 militari residenti nella base “consumano ogni anno un miliardo di litri d’acqua, molto più del doppio di quanto sia concesso ai cittadini di una qualsiasi grande città italiana”.
La stima però sarebbe stata inferiore al dato reale. In un report del settembre 2008, il Public Works Department riportava che il consumo medio settimanale di Sigonella era in quel periodo di 5.600.000 galloni d’acqua, cioè complessivamente di un miliardo e cento milioni di litri all’anno. Con i “risparmi” odierni, il consumo medio settimanale si sarebbe attestato intorno ai 3.500.000 di galloni. Sta però crescendo il numero dei marines USA (erano 4.097 nel 2005, saranno 4.372 entro la fine del 2012), mentre entro il 2015 giungeranno a Sigonella altri 800 militari (più familiari a seguito) con l’AGS, il programma di sorveglianza terrestre della NATO basato sugli aerei senza pilota Global Hawk. Sempre più risorse idriche verranno sacrificate mentre altri pericolosi composti chimici e idrocarburi continueranno ad inquinare i terreni e le falde acquifere della piana di Catania e Niscemi.”
“Il parossismo generale nei riguardi del debito pubblico – che, lungi dall’essere il fulcro del problema come vorrebbe qualcuno, costituisce invece la vera cartina tornasole capace di misurare grado di deterioramento delle altre attività economiche nazionali – non è altro che uno specchietto per le allodole, utile per giustificare lo smantellamento totale e definitivo dell’industria strategica italiana in nome dell’imperativo categorico di “far cassa”.
Per questa ragione il nuovo piano strategico elaborato da Finmeccanica ha suscitato l’approvazione di Morgan Stanley, che ha alzato il rating sulla società romana poche ore dopo che l’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ebbe esternato pubblicamente l’intenzione di “alleggerire” la holding attraverso la dismissione di alcune aziende “meno produttive”.
Parlare, inoltre, di concorrenza in un sistema estremamente corporativo ed oligopolistico come quello dell’energia appare quanto meno fuorviante, dal momento che i prezzi di petrolio e gas vengono stabiliti arbitrariamente da un cartello composto da un pugno di società petrolifere e da un numero altrettanto esiguo di istituzioni finanziarie che speculano sui rialzi. Alla luce di tutto ciò, giustificare l’indebolimento dell’ENI in nome della concorrenza tirando persino in ballo i minori costi che gli utenti si ritroverebbero ad affrontare appare analogo alla crociata guidata dall’attuale esecutivo “tecnico”, che intendeva provocare una diminuzione dei prezzi della benzina liberalizzando le pompe di distribuzione senza prendere in minima considerazione il ruolo di quelle che Enrico Mattei definiva “sette sorelle”. Il che la dice lunga sulla presunta risolutezza del governo Monti, che “non guarda in faccia nessuno”.
L’ultimo tassello da inserire in questo desolante mosaico è costituito dalla nomina ad advisor (consigliere), con compiti di valutazione delle modalità di vendita della Snam, di Goldman Sachs da parte della Cassa di Depositi e Prestiti presieduta da Franco Bassanini, che nel 1992 era salito a bordo del Panfilo Britannia in compagnia di una nutrita schiera di alti esponenti della politica e dell’economia italiana (Ciampi, Draghi, Costamagna, ecc.).
Sull’onda di Tangentopoli si insediò il governo tecnico presieduto da Giuliano Amato, il quale si affrettò a trasformare le aziende pubbliche in Società Per Azioni mente il Fondo Monetario Internazionale segnalava la necessità di provocare una svalutazione della moneta italiana per favorire il processo di privatizzazione. Così, non appena i “tecnici” del governo Amato ebbero incaricato Goldman Sachs di supervisionare alla vendita dell’ENI, il gruppo Rothschild “prestò” il direttore Richard Katz al Quantum Fund di George Soros per imbastire la colossale manovra speculativa contro la lira, provocando una svalutazione della moneta italiana pari al 30%. Ciò consentì ai Rothschild di acquisire parte dell’ENI a un prezzo fortemente “scontato”.
Lo scorporo della Snam appare quindi come una fase avanzata della lunga marcia di logoramento di quel che rimane dell’industria strategica italiana avviata nel 1992, con Tangentopoli e con gli attentati del 1992 che costarono la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte.
Proprio in questi giorni è stato celebrato l’anniversario della strage di Capaci tra altisonanti discorsi da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali. Sarebbe stato interessante se qualcuno avesse osato tirare in ballo le dichiarazione rese dall’ex ministro dell’interno Vincenzo Scotti nel corso di un’intervista resa al quotidiano romano “Il Tempo” il 6 dicembre 1996. In quell’intervista, Scotti spiegò che nel febbraio 1992 i servizi segreti e il capo della polizia Vincenzo Parisi avevano redatto e fatto pervenire sulla sua scrivania un rapporto in cui erano sommariamente elencate e descritte le modalità di un imminente piano di destabilizzazione politico, sociale ed economico dell’Italia, orchestrato da svariate potenze internazionali in combutta con alcune potenti lobby finanziarie. Il piano in questione, secondo quanto affermato da Scotti, comprendeva attentati di varia natura atti a distorcere la percezione di sicurezza nazionale in seno alla società, in modo da creare un clima di instabilità che spianasse la strada agli attacchi finanziari diretti contro il patrimonio industriale e bancario di stato. Non ricorda qualcosa?”
Nel 40° del suo assassinio, opera di un ‘commando’ dei servizi militari di Lotta Continua, al comando del cugino-genero di Enrico Berlinguer – ossia Luigi Manconi, marito del direttore del TG più ‘stelle-strisce’ della RAI, e figlia del medesimo Ras della costa catalana di Sardegna allorché ‘ei fu’ – il Commissario Luigi Calabresi non è stato minimamente ricordato sui giornali.
Addirittura, in occasione dell’attentato al dirigente Ansaldo Finmeccanica, dieci giorni fa, nelle pagine dedicate alla nascita del terrorismo degli anni Settanta, in Italia come interfaccia del Libano, sia il Corriere, che La Repubblica, che La Stampa, fra i tanti esempi addotti anche con foto e articoli dedicati, ignoravano l’attentato a Calabresi!
Evidentemente, lo sbirro ficcanaso, nella vicenda di Piazza Fontana; in quelle, ugualmente oscurissime al profano, della ‘nascita delle Brigate Rosse a stelle–strisce’; come in quelle dell’assassinio dell’editore anti-imperialista Giangiacomo Feltrinelli, due mesi prima del suo (15 Marzo-17 Maggio 1972) è tuttora un convitato di pietra troppo ingombrante per poter fare i conti col medesimo da parte degli stessi terroristi-assassini che oggi, in Italia e in Europa, per investitura del SuperStato Federale d’Oltremare, governano totalitariamente la comunicazione mediatica ufficiale, di tutti i tele&giornali, privati e di Stato.
Invece è tutto molto semplice. Continua a leggere »
“Nel 1945 i Russi, per raggranellare qualche voto in più all’ONU, hanno lasciato sussistere quelle finzioni statali che erano le repubbliche polacca, ungherese, romena ecc.
Oggi le finzioni stanno diventando realtà, per diverse ragioni che qui sarebbe lungo analizzare.
Il Cremlino non solo non ha tentato di integrare l’Europa orientale nel quadro formale dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (primo errore), ma si è anche comportato con l’Europa orientale come un volgare conquistatore tartaro, con brutalità ed insolenza. Anziché praticare la politica classica del bastone e della carota, il Cremlino pratica soltanto la politica del big stick. Dura finché dura. La colonizzazione russa è stata maldestra, spesso odiosa.
Invece, come è sottile la colonizzazione dell’Europa occidentale! Qui ad ovest, la colonizzazione è infamante per gli Europei, perché è stata instaurata senza combattere: per mezzo della corruzione, per mezzo dell’acquisto di tutti i partiti (socialisti in testa); gli Stati Uniti hanno realmente comprato tutto il personale politico europeo. Questo metodo è diabolicamente efficace: le masse europee non credono affatto alla colonizzazione americana. I mei amici ed io predichiamo al deserto.
La colonizzazione americana è dorata, ha al proprio servizio dei collaborazionisti socialisti, liberali, cattolici, reazionari, progressisti. Gli Americani hanno scelto i loro fantocci meglio di quanto non abbia fatto Mosca! Gli Americani dispongono di un ventaglio completo di fantocci, per tutti i gusti. Gli Americani lavorano per interposta persona; essi hanno riscattato il vecchio personale appestato d’anteguerra e queste canaglie costituiscono il falso alibi dell’”innocenza” americana.
Altro fattore oggettivo e innegabile: qui regna la prosperità.
L’occupazione dell’Europa occidentale costituisce un fatto molto più grave che non l’occupazione dell’Europa dell’Est. Qui la gente accetta l’occupazione americana o non crede alla sua esistenza; all’Est, invece, grazie alla goffaggine russa, l’occupazione è detestata. I Russi lavorano col knut, gli Americani col veleno e coi tranquillanti.
Qui, nell’Europa occidentale, la gente è beatamente afflosciata, drogata, contenta. La colonizzazione americana è sottile, maligna; è di gran lunga la più pericolosa.
Di gran lunga.”
E' solo formulando ipotesi sulle cause di eventi che l’uomo accresce le sue conoscenze sui fatti astrattamente idonei a produrre danni, e quindi può adottare le misure per prevenirli.
Il metodo 2°
Le uniche battaglie che non saranno mai in grado di sfociare in un’inevitabile vittoria, sono soltanto quelle che noi stessi non abbiamo la chiara volontà e la ferma determinazione di iniziare a combattere, per poterle davvero vincere.
Gli Spiriti Guida
"E' nell'interesse del nostro Paese trovare quelli che vogliono farci danno, e metterli fuori pericolo."
George H.W. Bush
(Washington D.C., 28 aprile 2005)
Avvertenza
"Questa - almeno finché non mi cacciano per oltraggio alla religione della maggioranza - è casa mia e se ci venite siete pregati di comportarvi da signori."
Gianluca Freda
(27 giugno 2009)
Attestazioni di stima
"Di fatti e dati qui non ce n’è neanche l’ombra."
http://alexp.ilcannocchiale.it/
(23 Giugno 2009)
"Ma state zitti luridi comunisti, continuate a dire della crisi, ma io quando vado in giro vedo sempre gente per i centricommerciali e le file lunghe chilometri nei negozi del centro, e non solo nella mia città.
Non sapete mai dove andare a rompere i coglioni... Andate a lavorare così magari la crisi che intendete voi sparisce…"
Mr.X
(24 Ottobre 2010)
"Tu, zio sam , hai cancellato un messaggio e lo hai ripubblicato censurato per le tue miserabili operazioni di cane al guinzaglio lungo. Poi hai cancellato un altro messaggio per la tua miserevole ricostruzione dei fatti….
Come dice un giullare “vaffanculo”"
Medio Evo
(19 Febbraio 2012)
"e capitato anche a me, di essere assalita da bye bye"
francy
(20 Febbraio 2012)